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Exercise oncology

Exercise oncology: perché muoversi durante la cura fa la differenza

28 aprile 2026 · 5 min di lettura

Irene Betti guida una paziente in un esercizio di sollevamento gamba in studio

Per molto tempo alle persone in trattamento oncologico veniva consigliato il riposo. Oggi la ricerca dice l'esatto opposto: l'esercizio fisico, quando è dosato e supervisionato, è una vera e propria terapia di supporto. È ciò che chiamiamo exercise oncology.

Gli studi più recenti mostrano che l'attività fisica regolare riduce la fatigue oncologica — quella stanchezza profonda che il riposo non risolve — migliora la tolleranza ai trattamenti, preserva la massa muscolare e ha effetti positivi sull'umore e sulla qualità del sonno. L'allenamento combinato, che unisce resistenza e lavoro aerobico, sembra essere il più efficace nel ridurre l'infiammazione nelle pazienti operate di tumore al seno.

La parola chiave è personalizzazione. Non esiste un programma uguale per tutte: intensità, frequenza e tipo di esercizio dipendono dalla fase del percorso, dai trattamenti in corso e dalle condizioni di partenza. Per questo il fisioterapista lavora in stretto contatto con oncologo e fisiatra.

In pratica, si parte da ciò che la persona è in grado di fare in quel momento — anche solo una camminata di dieci minuti o esercizi di mobilità a letto — e si progredisce con gradualità, monitorando la risposta del corpo e adattando il programma settimana dopo settimana.

Muoversi durante la cura non è solo una questione fisica: è un modo per riprendere contatto con il proprio corpo, ritrovare energia e sentirsi attive nel proprio percorso di guarigione. Se stai affrontando un trattamento oncologico e vuoi capire come iniziare in sicurezza, parliamone insieme.

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